IL MAIS: siamo ancora lontani, ma le foglie hanno un bel colore verde brillante.

Mi guardo attorno e a volte cado nel tranello del confronto con il risultato degli agricoltori convenzionali. Non devo e non posso pretendere di competere in velocità di crescita e soprattutto in quantità, lo devo fare poi in qualità del prodotto finale, destinato a stuzzicare il palato più esigente e non ad alimentare i mangimifici per animali.

Mi arrivano molte parole, consigli, e sono più quelle a rendermi insicura, in particolar modo quando ci confrontiamo sul discorso delle malerbe. Se osservo il mio campo, vedo il mais e in mezzo erba medica e loietto che, pur alte, sono destinate naturalmente a fermarsi ad una misura media, mentre il Ros d’Aquileia spiccherà decisamente al di sopra. Ascolto, rielaboro una parte e prima del temporale faccio comunque un’operazione di sarchiatura per aumentare lo scarto tra le piante, oltre questo tempo non lo potrò più fare: il mais diventerà troppo alto per passare sotto al trattore. Il risultato finale non ha nulla a che fare con i campi ordinati ma diserbati che vedo in giro. Mi soddisfa.

Un aiuto contro le malerbe